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Cenni
storici
L’approccio strategico ai problemi personali e interpersonali
è nato e si è sviluppato all'interno del contesto
della psicoterapia.Trae le sue origini dalla teoria della
comunicazione nata in campo antropologico con Gregory Bateson;
dagli sviluppi costruttivisti dell'epistemologia cibernetica,
maturati da Heinz von Foerster ed Ernst von Glasersfeld; dagli
studi di Milton Erickson sulla suggestione ipnotica. Si deve
poi a Paul Watzlawick e ai ricercatori del Mental Research
Institute di Palo Alto l'opera di approfondimento e sistematizzazione
dei principi teorico-applicativi della comunicazione nei suoi
aspetti pragmatici e terapeutici.
Un’ulteriore contributo applicativo è stato apportato
da Giorgio Nardone insieme a P. Watzlawick ne “L’arte
del cambiamento” (1990), nella quale, oltre
ad una chiara esplicitazione del modello di terapia breve
strategica, vengono presentati per la prima volta protocolli
specifici di trattamento. Nell'opera “Paura,
panico, fobie” (1993) e successivamente in
"Oltre i limiti della paura"(2000),
G. Nardone, sulla base di una sperimentazione clinica, presenta
originali protocolli di intervento strategico messi a punto
per specifici problemi clinici (fobie, ossessioni, attacchi
di panico e ipocondria).
Nel manuale “Terapia Breve Strategica”
a cura di P. Watzlawick e G. Nardone, (1997), viene invece
offerta una rassegna completa relativa agli aspetti teorici
applicativi dell'approccio strategico e vengono esposti i
risultati delle più recenti ricerche empirico-sperimentali
in ambito clinico.
Nell'opera "Le prigioni del cibo", Nardone, Verbitz,
Milanese (1999), vengono presentati i protocolli di trattamento
specifici per disordini alimentari, nonché una teoria
relativa alla loro formazione e persistenza.
Un’originale applicazione del modello a un contesto
più allargato è contenuto in “L’intervento
strategico nei contesti educativi” (1995) di G. Nardone
e A. Fiorenza, in cui si descrivono le possibilità
di utilizzo dell’approccio strategico nell’ambito
scolastico ed educativo in genere.
La relazione problematica genitori-figli viene affrontata
nell’ opera “Modelli di famiglia” , Nardone,
Giannotti, Rocchi (2001).
In “Cavalcare la propria tigre”
(2003) G. Nardone ripercorre l’affascinante storia dell’arte
dello stratagemma, guidando il lettore ad esplorare gli stratagemmi
quali strumenti di problem solving essenziali per il raggiungimento
dei proprio obiettivi nei contesti più disparati. |